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PROTOCOLLO SUL LAVORO PUBBLICO
EFFICIENZA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
CONCRETEZZA NELLA DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI
RISPETTO DELLA DIGNITA' E DELLA PROFESSIONALITA' DEI LAVORATORI
Dopo l'approvazione da parte della Conferenza permanente Stato-Regioni dell'intesa raggiunta a Palazzo Vidoni fra le parti datoriali pubbliche (Governo, Regioni, Autonomie locali) e la quasi totalità delle OO.SS. rappresentative, di cui già avevamo dato notizia su questo sito, ora la parola passa al Governo per la predisposizione dei necessari interventi legislativi che diano attuazione ai contenuti dell'intesa.
Ci auguriamo che il Consiglio dei Ministri approvi in tempi rapidi il disegno di legge delega da presentare al Parlamento, passaggio delicato e centrale perchè l'accordo raggiunto possa tramutarsi nelle necessarie modifiche alle disposizioni vigenti su molti aspetti del sistema di relazioni sindacali, di gestione del rapporto di lavoro, del modello contrattuale, del sistema di valutazione, del mercato del lavoro.
Ciò rappresenta una necessaria premessa per costruire una pubblica amministrazione efficiente, di qualità, vicina ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle fasce deboli della popolazione.
in allegato il testo definitivo dell'intesa ed una breve sintesi dei contenuti.
10.05.2012 - I buoni consigli ed il cattivo esempio
Informazione - 2012
Credevamo in coscienza di esserci liberati, se non definitivamente, almeno per un po’ dei cattivi consiglieri che ora che non possono più dare il cattivo esempio, sono prodighi di buoni consigli.
Ma vediamo chi sono costoro che nella Pubblica Amministrazione hanno trovato alimento per la loro personale affermazione professionale e politica.
L’ex Ministro Brunetta, parlamentare, economista esperto a livello internazionale, professore universitario in pensione (quasi baby), per un soffio mancato premio Nobel, già consulente di Palazzo Chigi nel 2006, anno di staffetta tra centrodestra e centrosinistra.
Ora si scaglia contro quella che lui definisce la controriforma di Patroni Griffi.
Il motivo? Aver osato mettere in discussione, in accordo con il mondo intero dei datori di lavoro pubblici e la pressoché totalità delle OO.SS. la propria osannata e auto incensata riforma. A protestare contro l’intesa sono rimasti Brunetta e il sindacato di base. Una strana alleanza.
Comunque, ancor prima che l’accordo sia siglato e lontanissimo dal recepimento da parte del Governo e del Parlamento delle promesse modifiche legislative, la grande sensibilità del nostro gli fa gridare allo scandalo: “già negli uffici pubblici ci si accorge che l’aria è cambiata”.
Il rammarico del Ministro si spinge fino a lamentare la mancanza di licenziamenti economici, la mancanza di mobilità selvaggia, la paventata abolizione del perverso e cattivo meccanismo delle fasce di merito.
A combattere questa guerra contro le polverose e improduttive strutture della cattiva burocrazia a fianco dell’ex Ministro si ergono altri personaggi, uno dei quali abbiamo avuto modo di conoscere in occasione di precedenti eventi:
i fratelli Ichino (Andrea e Pietro) ed il professore di fama internazionale Alberto Alesina.
Abbiamo avuto modo in questi ultimi giorni di avvicinarci al loro pensiero. Il Corriere della Sera di oggi ha ospitato un articolo a quattro mani Alesina e Andrea Ichino, dal quale emerge a chiare note una verità deprimente: esclusa la malafede ciò che resta è la speranza che i professori abbiano letto un testo di intesa diverso da quello concordato.
E’ l’unica spiegazione plausibile dal momento che le argomentazioni dei due professori non trovano alcun riscontro con la realtà.
lo sanno i due professori che i dipendenti pubblici sono soggetti a codici disciplinari molto più severi dei lavoratori privati?
lo sanno che le cause di licenziamento non si limitano agli aspetti legati alla prestazione ma si estendono anche a comportamenti nella vita privata?
lo sanno che nel pubblico impiego non esiste cassa integrazione né indennità di disoccupazione e che già da subito il lavoratore in esubero, dopo due anni di mobilità, perde il lavoro, senza alcuna procedura concordata con le OO.SS., a differenza di quanto avviene nel privato?
lo sanno che i sistemi di valutazione delle prestazioni sono presenti nelle norme contrattuali già da molti anni (ancor prima della riforma Brunetta) e sono vietate erogazioni a pioggia?
lo sanno i professori che nel nostro paese l’attività sindacale ed il diritto di associazione sono principi contenuti nella Costituzione (finchè qualcuno non la abolisce) che debbono applicarsi anche ai lavoratori pubblici?
lo sanno che gli organismi di “cogestione” non esistono più nella pubblica amministrazione fin dagli anni ’90, aboliti per iniziativa sindacale in occasione della privatizzazione del rapporto di lavoro e che in nessuna parte dell’intesa sono riproposti?
Da parte nostra siamo invece ancor più convinti della necessità di procedere speditamente all’attuazione dei principi contenuti nell’intesa che può aprire una nuova fase nel sistema delle relazioni sindacali nel pubblico impiego e mandare in soffitta la parte "cattiva, scellerata" e controproducente della riforma Brunetta.
Ci attendiamo che tutte le forze politiche diano al Ministro Patroni Griffi il massimo sostegno al fine di consentirgli di poter rispettare gli impegni assunti, presentando proprio in Consiglio dei Ministri il disegno di legge delega che recepisce gli aspetti dell’accordo che necessitano di interventi legislativi da parte del Governo.
Ci auguriamo che il Parlamento non si lasci ingannare dagli astiosi predicatori e sappia ben interpretare l’esigenza di una pronta approvazione della delega, frutto di un lungo e proficuo confronto che ha visto convergere le parti datoriali pubbliche (Governo, Regioni, Enti Locali) e la totalità meno una delle OO.SS. su un testo condiviso che rappresenta una opportunità per costruire una pubblica amministrazione efficiente, di qualità, vicina ai bisogni ed alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle fasce deboli della popolazione.
L’intesa raggiunta e le conseguenti misure legislative e contrattuali dovranno segnare il passaggio da una visione della P.A. come campo di scorribande per rastrellare risorse e poltrone, ad una pubblica amministrazione moderna, trasparente, e produttiva che dia agli operatori ed ai responsabili degli enti la possibilità di esprimere appieno le proprie competenze e professionalità, non più oggetto di ingiuste e punitive misure.
IL SEGRETARIO GENERALE
(Benedetto Attili)
04.05.2012 - Protocollo sul lavoro pubblico
Informazione - 2012
RAGGIUNTA L'INTESA A PALAZZO VIDONI
Facendo seguito a quanto pubblicato su questo sito, vi informiamo che nella tarda serata di ieri, 3.5.2012, è stata raggiunta l'intesa tra le OO.SS. e le parti datoriali pubbliche su un testo di protocollo sul lavoro pubblico che affronta temi importanti per la pubblica amministrazione e per i lavoratori.
Tra gli aspetti più rilevanti dell'intesa segnaliamo l'impegno del Governo a rivedere, anche attraverso modifiche legislative e interventi di natura contrattuale, quegli aspetti di regolamentazione che impediscono la realizzazione di una riforma della pubblica amministrazione condivisa e capace di rispondere all'esigenza di innovazione, trasparenza e razionalizzazione degli apparati pubblici e dei servizi offerti alla cittadinanza.
In particolare è prevista la definizione di un nuovo modello di relazioni sindacali, con il riconoscimento del ruolo della contrattazione e delle rappresentanze sindacali per gli aspetti che riguardano tra l'altro, il sistema di valutazione, con il superamento delle tre fasce di merito, i meccanismi di mobilità, le funzioni delle RSU.
Per un approfondimento dei contenuti vi rimandiamo alla lettura del testo integrale dell'intesa pubblicato in allegato.
Gazzetta n. 93 del 20 aprile 2012
Adeguamento dei diritti di protesto
e delle indennita' di accesso relativi
alla levata dei protesti cambiari.
GRAVI PROBLEMATICHE UNEP BRESCIA
Bozza del protocollo di intesa sul lavoro pubblico presentata dal Governo, che sarà oggetto di discussone questo pomeriggio a Palazzo Vidoni.
Vi terremo informati sull’esito del confronto.
ACCORPAMENTO UFFICI GIUDIZIARI:
DATI STATISTICI
Roma 12 apile 2012
A tutte le strutture della
UIIL Pubblica Amministrazione
Lettera di Benedetto Attili alle strutture UILPA
OGGETTO: "Riformiamo la Riforma"
Care colleghe, cari colleghi,
nell'ambito del progetto "Riformiamo la Riforma"
il C.P. UIL PA di Roma ha orgarizzato i seguenti
punti di raccolta delle firme rivolti a tutta la cittadinanza (LEGGI)
CONSIGLIO DI STATO, SEZ. III - sentenza 7 marzo 2012 n. 1293
(assistenza a familiare portatore di handicap)
COMUNICATO SINDACALE
INCONTRO DEL 9 MARZO 2012:
RIFORMA DELLA GEOGRAFIA GIUDIZIARIA
Informazione - 2012
Lunedì 16 Aprile 2012 12:03
Impugnazione delle sanzioni disciplinari
Parziale correzione dal Ministro del Lavoro, ma restano le discriminazioni nei confronti dei pubblici dipendenti.
Con l’interpello n. 11/2012, del 10 aprile u.s., il Ministero del Lavoro è ritornato sulla delicata questione relativa all’impugnazione delle sanzioni disciplinari irrogate nei confronti dei pubblici dipendenti.
Come si ricorderà, il tema è stato oggetto di una profonda modifica legislativa per effetto delle correzioni apportate al D.lgs. 165/2001, dall’art. 72 del D.Lgs. 150/2009 che, fra le altre cose, ha stabilito il divieto per la contrattazione collettiva di “istituire procedure di impugnazione dei provvedimenti disciplinari”.
Peraltro, la stessa riforma non ha mai esplicitamente escluso (né avrebbe potuto farlo, a nostro avviso, senza configurare una evidente illegittimità costituzionale) il diritto dei pubblici dipendenti di avvalersi dei mezzi di impugnazione delle sanzioni disciplinari, alternativi al ricorso al giudice del lavoro, previsti per tutti gli altri lavoratori dall’art. 7 della legge 300/70.
Su questo tema, purtroppo, si registra da tempo una posizione del Dipartimento della Funzione Pubblica che noi riteniamo tecnicamente errata. Secondo tale discutibile interpretazione (vedi circolare UPPA del 22-7-2010), le procedure di impugnazione previste dallo Statuto dei Lavoratori non si applicano più ai dipendenti pubblici dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. 150, in quanto l’art. 7 della Legge 300 non è stato esplicitamente richiamato dal legislatore nell’ambito della riforma del sistema disciplinare messa in atto con ‘art. 72 dello stesso decreto 150. Si tratta invero di un’argomentazione che noi abbiamo sempre ritenuto e continuiamo a ritenere debole, per non dire inconsistente, dal momento che il decreto legislativo 150/2009 non prevede esplicitamente neppure il contrario, ossia che i dipendenti pubblici siano esclusi dall’applicazione dell’art. 7, comma 6, della L. 300/1970!
Del resto la semplice lettura del’art. 51 comma 2 del D.Lgs. 165/2001 non dovrebbe lasciare dubbi, nemmeno ai più accesi sostenitori delle interpretazioni negative, sull’applicabilità dello Statuto dei Lavoratori al pubblico impiego.
Nell’interpello del 10 aprile 2012 (in risposta ad un quesito formulato dal sindacato delle professioni infermieristiche Nursind) il Ministero del Lavoro si adegua sostanzialmente alla tesi della Funzione Pubblica riguardo la inapplicabilità al settore pubblico contrattualizzato delle procedure di impugnazione delle sanzioni disciplinari previste dallo Statuto dei Lavoratori.
Precisa però che, a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme in materia di conciliazione e arbitrato introdotte dalla L. 183/2010, che modifica la disciplina del processo del lavoro dettata dal Codice di Procedura Civile, il nuovo tentativo di conciliazione facoltativo e la possibile successiva soluzione della lite in via arbitrale, previsti dai nuovi articoli 410 e segg. c.p.c., sono applicabili anche alle “ipotesi di impugnazione delle sanzioni disciplinari irrogate nei confronti dei pubblici dipendenti”. Al riguardo, la Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero rileva che l’applicabilità delle nuove procedure di impugnazione introdotte dalla L. 183/2010 non contrasta con il divieto di impugnazione delle sanzioni stesse dinanzi ai “collegi arbitrali di disciplina” previsto dall’art. 73 del d.lgs. 150/2009.
Pertanto, il Ministero del Lavoro ritiene che, ferma restando la facoltà per il lavoratore di adire la via giudiziaria, “le sanzioni disciplinari irrogate nei confronti dei pubblici dipendenti possano essere impugnate sia attraverso l’esperimento del tentativo facoltativo di conciliazione di cui agli artt. 410 e 411 c.p.c., sia mediante le procedure arbitrali ex artt. 412 e 412 quater”, continuando ad escludere invece l’applicabilità dell’art. 7 della Legge 300 (Statuto dei lavoratori) che invece contiene misure di maggior tutela e garanzia per i lavoratori.
Resta comunque negata la possibilità di istituire per via contrattuale procedure arbitrali per l’espressa previsione dell’art. 55 comma 3 del D.Lgs 165/2001.
ORGOGLIOSI DI ESSERE
DIPENDENTI PUBBLICI
1° MARZO INIZIA LA RACCOLTA DI FIRME
Illustriamo il nostro Disegno di Legge di Iniziativa Popolare
A decorrere dal 1° marzo p.v. avrà inizio la raccolta delle firme per la sottoscrizione della proposta di legge di iniziativa popolare. Per consentire a tutti i cittadini interessati di avere una puntuale contezza del contenuto della proposta di legge, è stato predisposto il documento, disponibile in allegato, che contiene un'illustrazione sintetica del disegno di legge e che dovrà essere reso disponibile presso tutti i punti di raccolta delle firme.
RIFORMIAMO LA RIFORMA!
Il blocco dei contratti è un attentato ai diritti dei lavoratori! La costituzione riconosce al lavoratore il diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a se e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
TUTTI A FIRMARE!!!
1° MARZO : E' INIZIATA
LA RACCOLTA DI FIRME
